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Bormio

"Magna Terra di Bormio et honorate valli", così era chiamato Bormio nei secoli scorsi. Oggi, una fitta maglia di strade e stradine medioevali, ritaglia un centro storico ricco di angoli caratteristici e tesori d'arte, dove spiccano le originali architetture dei palazzi, delle chiese e delle abitazioni di origine nobiliari.

Immagine dell'itinerario

Sito web: http://www.comune.bormio.so.it/

Magnifica Terra
"Magna Terra di Bormio et honorate valli", così era chiamato Bormio nei secoli scorsi. Un libero Comune, al centro delle Alpi, che si confronta abilmente con potenze quali il ducato di Milano, Venezia, le Leghe Grige, per garantire i transiti e i commerci. Strategico punto di controllo delle vie alpine per il centro Europa, il paese fu al centro di intensi traffici tra '300 e '500. Nel 1377 la cittadinanza ottenne la Magna Charta delle Libertà Bormiesi, che rimasta in vigore sino al XVIII secolo, ha garantito secoli di autonomia e ricchezza. Una fitta maglia di strade e stradine medioevali, ritaglia un centro storico ricco di angoli caratteristici e tesori d'arte, dove spiccano le originali architetture dei palazzi, delle chiese e delle abitazioni di origine nobiliari.
Ma per scoprire la vera anima di Bormio bisogna sedersi al centro della piazza principale sotto il Kuerc, simbolo della città. In dialetto bormino "coperchio", il Kuerc è una tettoia semicircolare percorsa da una lunga panca in legno. Un edificio singolare, dal compito ben preciso: ospitare dal 1387, data in cui compare per la prima volta nelle cronache locali, le riunioni estive del "Consiglio Generale di Popolo". Un'assemblea popolare, composta da 120 uomini - 60 provenienti da Bormio e 60 dalle valli vicine - a cui spettava il compito di proporre e votare gli statuti che regolavano la vita del Comune e delle sue valli. Antico luogo di democrazia, il Kuerc è tutt'oggi motivo d'orgoglio per tutti i bormini che non esitano ad indicarlo al turista.
Anche se le riunioni del Consiglio Comunale non si tengono più sotto il suo tetto, le principali feste e cerimonie del paese avvengono ancora sotto o davanti al Kuerc. La manifestazione più sentita è quella dei "Pasquali" variopinta festa di popolo dove prevalgono il bianco ed il rosso, i colori di Bormio, accanto alle insegne dei "5 Reparti", le antiche contrade che compongono la città. I pasquali nascono dall'usanza dell'offerta primaverile di un agnello agghindato con nastri colorati, ed hanno un pregio artistico oltre che artigianale. Sulla stessa piazza principale si affacciano la chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi patroni Gervasio e Protasio, le cui origini risalgono al IX secolo, la Torre Civica, o delle Ore, il "Palatium", residenza del "podestà", ed accanto il "Cortivum" il palazzo del Comune medioevale. Oggi questi austeri edifici in pietra accolgono nei piani inferiori i locali pubblici (bar, ristoranti, negozi) meta quotidiana di paesani e turisti.
Per informazioni e segnalazioni contatta il Comune di Bormio al seguente recapito:

Via Buon Consiglio, 25
23032 BORMIO (SO)
tel. 0342/912211

e-mail: info@comune.bormio.so.it

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