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Descrizione:
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La val d'Arda è la valle occidentale della provincia di Piacenza, accanto alle altre vallate che costituiscono il profilo collinare e montuoso di questa provincia, la val Nure, la val Trebbia e la val Tidone. E' indubbiamente la storia a farla da padrona in questi luoghi, sia l'epoca romana, con i ritrovamenti archeologici di Veleia, sia il Medioevo, con i castelli ed i borghi arroccati (Castell'arquato, Vigoleno), le tracce della Via Francigena e dei Pellegrini, si mescolano a quella più recente delle cosiddette Terre Verdiane. Anche la natura non può certo considerarsi in secondo piano con i suggestivi scenari dei parchi naturali, come il Parco Regionale Fluviale dello Stirone, anzi, addirittura arriva a fondersi direttamente con la stessa storia, come nel caso della Riserva Naturale del Piacenziano che occupa una superficie di 1769 ettari suddivisi tra i comuni di Alseno, Vernasca, Salsomaggiore Terme e Fidenza. L'intero ecosistema fluviale del torrente ha caratteristiche naturali integre nonostante l'antropizzazione del territorio. Le alte sponde sabbiose costituiscono l'habitat di numerose specie di uccelli scavatori, mentre la fitta vegetazione fluviale che cresce lungo il corso d'acqua è costituita in prevalenza da salici, ontani, pioppi, olmi, farnie ed aceri. L'erosione fluviale in alcuni tratti è talmente accentuata da formare veri e propri "canyons" con pareti alte fino a dieci metri. A lambire questo parco si trova Vigoleno, un borgo medievale fortificato circondato da una distesa di vigneti. Nella parte alta della vallata si trova la valle laterale del torrente Borla da cui prende il nome anche il vicino nucleo abitato. La zona più a sud di questo territorio è tipicamente montuosa ed occupa il versante destro della Val d'Arda. Immediatamente visibili sono i boschi e il grande lago artificiale realizzato tra il 1919 ed il 1934 in località Mignano, dove si erge un piccolo oratorio che conserva un'abside semicircolare dell'età romanica (secolo XII) decorato con un affresco raffigurante S.Giacomo. La fondazione di questa struttura dedicata a S.Geminiano è strettamente connessa con il periodo dei pellegrinaggi lungo la Via Francigena. I nuclei abitativi posti su questo versante sono tipici borghi rurali costituiti in gran parte da antichi edifici in pietra come nel caso di Vezzolacca, Castelletto e Settesorelle. Queste località hanno da sempre trovato sussistenza nelle coltivazioni agricole strappate alla montagna. Proprio la difficoltà delle condizioni di vita ha determinato, come del resto in quasi tutte le zone più impervie dell'Appennino, forti flussi migratori che hanno quasi spopolato i vecchi paesi, che rinascono nei mesi estivi come meta di villeggiatura. Anche la natura non può certo considerarsi in secondo piano con i suggestivi scenari dei parchi naturali, come il Parco Regionale Fluviale dello Stirone, anzi, addirittura arriva a fondersi direttamente con la stessa storia, come nel caso della Riserva Naturale del Piacenziano che occupa una superficie di 1769 ettari suddivisi tra i comuni di Alseno, Vernasca, Salsomaggiore Terme e Fidenza. L'intero ecosistema fluviale del torrente ha caratteristiche naturali integre nonostante l'antropizzazione del territorio. Le alte sponde sabbiose costituiscono l'habitat di numerose specie di uccelli scavatori, mentre la fitta vegetazione fluviale che cresce lungo il corso d'acqua è costituita in prevalenza da salici, ontani, pioppi, olmi, farnie ed aceri. L'erosione fluviale in alcuni tratti è talmente accentuata da formare veri e propri "canyons" con pareti alte fino a dieci metri. A lambire questo parco si trova Vigoleno, un borgo medievale fortificato circondato da una distesa di vigneti. Nella parte alta della vallata si trova la valle laterale del torrente Borla da cui prende il nome anche il vicino nucleo abitato. La zona più a sud di questo territorio è tipicamente montuosa ed occupa il versante destro della Val d'Arda. Immediatamente visibili sono i boschi e il grande lago artificiale realizzato tra il 1919 ed il 1934 in località Mignano, dove si erge un piccolo oratorio che conserva un'abside semicircolare dell'età romanica (secolo XII) decorato con un affresco raffigurante S.Giacomo. La fondazione di questa struttura dedicata a S.Geminiano è strettamente connessa con il periodo dei pellegrinaggi lungo la Via Francigena. I nuclei abitativi posti su questo versante sono tipici borghi rurali costituiti in gran parte da antichi edifici in pietra come nel caso di Vezzolacca, Castelletto e Settesorelle. Queste località hanno da sempre trovato sussistenza nelle coltivazioni agricole strappate alla montagna. Proprio la difficoltà delle condizioni di vita ha determinato, come del resto in quasi tutte le zone più impervie dell'Appennino, forti flussi migratori che hanno quasi spopolato i vecchi paesi, che rinascono nei mesi estivi come meta di villeggiatura. Il comune di Vernasca occupa un territorio stretto ed allungato in direzione nordest-sudovest posto al confine con la provincia di Parma e costituito dalle tre vallate parallele dei torrenti Arda, Ongina e Stirone. Il toponimo Vernasca deriverebbe dal "ver", primavera e "nascor", nasco (dove nasce la primavera), oppure dalla parlata ligure e starebbe a indicare l'ontano. Siamo qui in un territorio in cui si fa sentire l'egemonia del monastero di Val di Tolla, cioè dell'Alta Val d'Arda. Era questo un complesso notevole che faceva avvertire la propria presenza anche nei borghi posti nella media vallata. Nel corso dei secoli passa ai Malaspina, ai Rossi, agli Sforza di Santa Fiora e degli Sforza Cesarini. Dei caratteri originari Vernasca conserva i resti della romanica Pieve di S.Colombano (secolo XII), ovvero il campanile e l'abside, attualmente inserite nel gradevole contesto di una piazza - giardino nella parte alta del paese, dove si svolgono cancerti e mnifestazioni; il resto del tempio è stato abbattuto all'inizio del Novecento, quando era già stato reso pericolante da una frana. Le parti superstiti della Pieve, originariamente edificata su di un impianto basilicale a tre navate nei pressi dello scomparso castello di Vernasca, sono affiancate dall'antica canonica che attualmente ospita il Centro Visita Provinciale della Via Francigena, uno spazio museale e didattico nel quale sono raccolti materiali illustrativi e reperti storici riguardanti la tratta piacentina del cammino di pellegrinaggio verso Roma e dove sono esposti gli affreschi distaccati dalle pareti absidali dell'antica Pieve, tra cui quello della "Madonna Incoronata", risalenti al 1474. Seguendo le indicazioni per Salsomaggiore Terme si giunge alla località di S. Genesio, dove si trova l'isolata Pieve della Madonna della Mercede (secolo XIII): dell'originario tempio romanico rimane intatto il portale in pietra sporgente rispetto alla facciata. Il borgo fortificato di Vigoleno è sicuramente uno dei monumenti storici più importanti dell'intera Provincia di Piacenza sia per l'eleganza delle sue forme sia per l'eccezionale integrità dell'intero impianto castrense, che mostra non comuni influenze toscane, forse dovute all'impiego di maestranze provenienti dalla Lunigiana. L'intero borgo, di forma ellissoidale, è racchiuso da imponenti ed integre mura merlate, percorse interamente da un camminamento di ronda dal quale si ha l'opportunità di ammirare un'eccezionale panoramica su tutta la Val Stirone. L'unico accesso al borgo, in corrispondenza del mastio, è preceduto da un "rivellino": una fortificazione di forma allungata che serviva a proteggere la porta vera e propria ed a facilitare le sortite. La struttura urbana è invece dominata dal mastio quadrangolare, dotato di feritoie, beccatelli e merli ghibellini. Vigoleno è famoso anche per la tradizione enologica del Vin Santo. Il Vin Santo di Vigoleno d.o.c. è un vino passito di delicata finezza e viene prodotto secondo un'antica tradizione. La sua denominazione deriva dal fatto che in epoca remota la pigiatura delle uve avveniva nella settimana Santa che precede la Pasqua. A determinare i suoi pregevolissimi caratteri concorrono le caratteristiche del terreno, dell'esposizione, dei vitigni che vengono impiegati e della tecnica di produzione. Ai vitigni, esclusivamente bianchi, non aromatici che entrano nella composizione tradizionale del Vin Santo di Vigoleno (Santa Maria, Melara, Beverdino tutti originari della zona di produzione) si sono aggiunti in tempi più recenti Marsanne, Sauvignon, Ortrugo, Trebbiano. Ognuna di queste uve porta al vino particolari caratteristiche di gusto e di aroma che vengono fuse in un armonico equilibrio. Edificata in posizione eccentrica rispetto al borgo, in prossimità delle mura orientali, è la Pieve di San Giorgio, risalente come epoca di fondazione al secolo XII, uno degli esempi di architettura romanica sacra più importanti del piacentino.
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