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Trattoria Porta Romana

Una trattoria, nel centro di Viterbo, per ritrovare i sapori e l’atmosfera delle vecchie osterie.

Miniatura immagine

 

Pietre lavorate con gli stemmi delle grandi dinastie papali adornano palazzi dai nomi antichi e importanti. Scorci di mura e campanili disegnano armonie pittoriche nel cielo terso della campagna laziale.
Linee strette e contorte di vicoli storici nascondono scorci architettonici che paiono scenografie di film cavallereschi. Fontane ad ogni piazza, grande o minuscola, istoriate da animali mitologici che sputano l’acqua fresca degli acquedotti imperiali. Camminando nelle atmosfere del borgo antico di Viterbo, si dimentica facilmente la realtà fuori dalle mura imponenti che proteggono il centro storico, per entrare in un palcoscenico di suggestioni che accompagnano indietro nel tempo, fino alle grandi vicende dell’epoca medioevale.
Una città che invoglia il visitatore a scoprire le sue innumerevoli bellezze con calma, percorrendo a piedi gli splendidi scorci offerti da ogni angolo di una tra le città meglio conservate d’Europa. Entrando da Porta Romana, S. Sisto segna al nono secolo l’inizio di uno dei racconti più vivi dell’architettura medioevale italiana. Esaltata dalle sculture di Arnolfo di Cambio e dei maestri marmorari romani, liberata nello spazio dagli affreschi degli allievi di Matteo Giovannetti in S. Giovanni in Zoccoli, di Baldassarre Croce nella Sala Regia, o impreziosita da dipinti come La Pietà di Sebastiano del Piombo ora nel Museo Civico.
Un racconto per immagini ed emozioni che si legge percorrendo le antiche vie della “Città dei Papi“. Accade così che scendendo verso la Piazza Fontana Grande, attratti dallo stelo gotico che sovrasta il catino della bella fontana, si è poi attirati dal prospetto seicentesco dell’ex Chiesa degli Scalzi e poi, ancora seguendo il racconto che si snoda sui muri, si giunge nella Piazza del Plebiscito a cui fa da sfondo l’architettura quattrocentesca del Palazzo Comunale e di quello del Potestà; poi, poco oltre il Ponte del Duomo, quella del palazzo Farnese, posto lì quasi a preparare scenograficamente l’affascinante vista della piazza della cattedrale chiusa da una partitura di musicalità architettoniche composte di note per voci gotiche scritte sulla filigrana.

La trattoria

Situata nel centro storico di Viterbo, appena oltrepassata Porta Romana, una delle vecchie porte di ingresso nelle mura di Viterbo è facilmente riconoscibile per la “frasca” che ancora adorna l’ingresso. Un tempo era uso, quasi una sorta di insegna per le osterie e per le mescite, esporre una frasca o, meglio ancora, far crescere un più o meno ampio berceau davanti alla porta di ingresso, così da creare un naturale e verde riparo ai raggi del sole nelle calde giornate estive. Molto spesso il tetto di fogliame, che faceva da riparo ristoratore, era formato dalla cosiddetta uva americana o fragola.
Vi assicuro che un bicchiere di vino bianco, fresco di cantina, magari accompagnato da qualche acciuga sotto sale, un uovo sodo, qualche pezzetto di formaggio o qualche fetta di salame, gustato all’ombra di questi ombrelloni naturali, era un’esperienza che lasciava il segno.
La trattoria, composta da una sola sala che si affaccia direttamente sull’ingresso, ha mantenuto il sapore e l’atmosfera delle vecchie osterie anche grazie alla presenza di mamma Brandina in cucina e della figlia Annunziata in sala, che mantiene con i clienti quel rapporto famigliare che, normalmente, si trovava nelle osterie e nelle mescite dove, più che un ospite, eri un amico. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, in questi locali era nata una mescita con annesso gioco delle carte. Mamma Brandina, forte anche della grossa esperienza acquisita nella collaborazione con i sei zii, tutti proprietari di una mescita, rileva il locale nel 1971. I piatti proposti si rifanno alla più schietta e autentica tradizione viterbese. Tra gli antipasti, bruschetta al pomodoro, bruschetta aglio e olio, salumi misti (prosciutto crudo locale, salame, capocollo ecc).
Come primi, tutti particolarmente appetitosi, avrete l’imbarazzo della scelta, lombrichelli all’amatriciana, cappelli del prete, a base di broccoli, noci e ricotta, ripassati in padella con aglio, olio, peperoncino e pomodoro, fagottini formaggio e pera conditi con latte e burro, cavatelli con verdure, zucchine, patate, sedano e carota, tortelli di zucca gialla conditi con burro e salvia, orecchiette aglio, olio e peperoncino, ripassati in padella con pomodoro. Interessante anche la proposta di secondi e tra questi, magro di maiale al forno, stinco di maiale fatto a porchetta, coratella con cipolla in padella, trippa al sugo, spezzatino di vitello alla maremmana, zucchine ripiene con carne di manzo, tasca al forno ripiena di verdure, pancetta di maialino fatta a porchetta.
Le carni cucinate, provengono esclusivamente da animali delle stalle viterbesi. e arrivano tutte dalla macelleria del fratello Augusto Pallucca, che si trova in via Garibaldi, a 50 mt. dalla trattoria e dove, volendo, potrete acquistare qualche taglio da cucinare a casa. Pochi dolci, consigliabili, comunque, i tozzetti con vino Aleatico di Gradoli e le ottime crostatine fatte in casa.

Trattoria Porta Romana
Via Della Bontà, 12 - 01100 Viterbo
Tel. 0761.307118
Prezzi: 20/25 _ coperto e vino
della casa compresi
Orario: 12,30 - 14,45; 19,30 - 22,00
Coperti: 48
Ferie: agosto, 2a e 3a settimana
Chiusura: domenica,
Natale e Capodanno
Bancomat: si
Carte di credito: le principali

Testo di Domenico Cacioppo

Ottobre 2011

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