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Morolo, piccolo borgo della Ciociaria arrampicato sui monti Lepini, a una manciata di chilometri da Frosinone è suddiviso in due nuclei: il più antico occupa la parte più alta del colle intorno al castello Colonna, il secondo, più recente, si è sviluppato più in basso. Questa divisione è rafforzata anche dall’identità degli abitanti che si fanno chiamare in due modi diversi: Castellani i primi e Daballeri i secondi. Questo piccolo ma suggestivo centro abitato che si snoda tra un dedalo di vicoletti, scalinate e piccole piazze, offre al visitatore opere d’arte e monumenti di grande interesse artistico, come l’affresco raffigurante la Madonna col Bambino all’interno della chiesa del Cimitero (Madonna del Piano, 1640), o come la grande chiesa di Santa Maria Assunta del 1642, con la porta bronzea, la statua di San Francesco orante e i due campanili laterali; le sei cappelle laterali, situate all’interno, sono impreziosite da affreschi e decorazioni raffiguranti San Giacinto di Cracovia, S. Agata, San Carlo Borromeo e San Francesco. Oggi Morolo è conoscita anche per i celebri “murales”, dedicati in particolare al tema dell’emigrazione, che decorano le facciate di numerosi edifici; opere degli artisti Mario Rosati, Mario Fiaschetti e Fausto Mancini. Attorno alla cittadina, immersa nel verde, gran parte dei territori collinari, distribuiti lungo la fascia pedemontana dei Lepini, fino quasi a lambire le sponde del fiume Sacco, sono utilizzati per la coltivazione dell’olivo e della vite, oltre che di grano, granoturco e coltivazioni estensive. Non mancano ampie aree boschive, che rendono i dintorni di Morolo, un connubbio di attività contadina e natura incontaminata di indubbio fascino.
Il Ristorante
La Ciociaria è una terra particolarmente ricca di sapori, profumi e prodotti tipici di grande qualità e genuinità che, lo annoto e lo rimarco con grande piacere, trovano ancora larghissimo utilizzo nelle cucine dei numerosi ristoranti e trattorie della provincia. Un sicuro indirizzo per conoscere la cucina ciociara è il ristorante La Mola a Morolo. Ricavato dal recupero di un vecchio mulino, come testimoniato dalle due vecchie macine, situate nella sala all’ingresso del ristorante e, all’esterno, dal vivace ruscello che, con la sua corrente, garantiva il movimento delle ruotedel mulino, è oggi un luogo piacevole, dove trascorrere qualche ora assaporando il meglio delle tipicità ciociare. La presenza in cucina di mamma Maria Teresa con la figlia Michela e in sala di papà Umberto con l’altra figlia Pina, sono la garanzia di un’accoglienza famigliare, cordiale e sincera; condizione essenziale per una sosta particolarmente piacevole. Consigliabile il menù degustazione a 25 euro, comprensivo di un più che discreto vino della casa, che permette di gustare i sapori del territorio in un percorso che parte dagli ottimi antipasti, tra i quali si distinguono gli straordinari salumi e formaggi locali, per finire alle ciambelline al vino fatte in casa e cotte nel forno a legna. Se invece desiderate scoprire altre prelibatezze, scorrendo il ricco menù, non avete che l’imbarazzo della scelta, ma non perdetevi comunque gli antipasti della Mola. Tra i primi, garganelli alla pecorara, con pancetta e ricotta fresca; pennoni al gran cacio di Morolo; polenta con saraca e broccoletti; frascategli alla contadina con guanciale e pomodoro piccante, preparati mettendo della farina sulla spianatora, sulla quale poi, con la mano, si schizza dell’acqua, creando così dei grumi di farina che, cotti, daranno una sorta di polenta, molto grumosa, condita con guanciale soffritto in padella, pomodoro piccante e abbondante pecorino. Rigatoni alla montanara fatti a mano, con agnello, rucola e pomodoro; zuppa di nonna Agnese, fagioli, verdura e salsiccia; ravioli con ricotta e mozzarella di bufala o, ancora, sagne alla mugnaia, con pomodoro e ricotta salata. Ricchissima anche la proposta di secondi, brasato di bufaletta; bufaletta da latte al tegame di coccio; stinco di maiale al forno; zampi di maiale e fagioli. Agnello al “Callaro”, il callaro è un grosso pentolone nel quale viene messa a bollire con acqua, odori e spezie, sino a che l’acqua non si è consumata, una pecora giovane, che non ha figliato, qui chiamata”Linare”, il risultato è un bollito stufato, ben cotto e saporitissimo. Da non tralasciare le carni e i pesci alla brace, arrosticini, braciole di maiale, costatelle di agnello nostrano, manzo di chianina, pancetta, spuntature di maiale, anguilla, baccalà sotto la brace, capitone, storione, trota. Per finire, oltre alle ottime e già citate ciambelline al vino fatte in casa e cotte nel forno a legna, consiglio i biscotti della mamma. Interessante e ben assortita, anche la carta dei vini, che propone, oltre a buone etichette laziali, una selezione di vini regionali italiani di buona levatura e con un giusto rapporto qualità prezzo. Alla Mola si possono degustare ottime bottiglie di qualificati produttori, con un’ampia scelta nella fascia di prezzo compresa tra i 10 e 16 euro. Per i più esigenti non mancano, Tignanello, Ornellaia, Sassicaia o Brunello di Montalcino.
Ristorante La Mola Via Recinto della Mola, 67 03017 Morolo (FR) Tel. e fax 0775.229059 www.lamola.net latrolla@libero.it Prezzi: menù degustazione 25,00 _ coperto e vino della casa compresi Menù alla carta: 20/32,00 _ vino della casa compreso Orario: 12,30 - 15,00 / 19,30 - 22,30 Coperti: 60 interni 60 esterni Ferie: sempre aperto Chiusura: lunedì Bancomat: si Carte di credito: tutte
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