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Melito Irpino, nella valle dell’Ufita in provincia di Avellino, uno dei tanti borghi spazzati via dal terremoto, che, con la sua furia, ha rubato anche l’anima di questo paese, fatta di vicoli, piazze, balconi, portali in pietra, scalette e scalinate, la chiesa grande, botteghe e l’immancabile bar del paese. Molte attività, artigianali e no, dopo il terremoto sono scomparse, altre invece, si sono trasferite nel paese nuovo e, spesso con rabbia e determinazione, hanno provato a riannodare i fili della loro storia.
Tra queste, l’antica trattoria Di Pietro “con albergo” come recitava la vecchia insegna, ancora gelosamente conservata vicino al bancone del bar, all’ingresso della nuova trattoria. Non lasciatevi condizionare dall’immagine esterna, che purtroppo oggi è quella di una moderna e grigia palazzina nel paese nuovo di Melito Irpino.
Varcate decisi la soglia e predisponetevi a degustare la vera, autentica, genuina, cucina tradizionale irpina. Qui bisogna venirci senza fretta, con tutto il tempo per assaporare con calma e in totale rilassatezza, i piatti proposti e raccontati da Enzo Di Pietro che, ogni giorno, si impegna per mantenere viva la più classica e autentica cucina irpina, assolutamente non rivisitata, reinterpretata, rivista, corretta ecc. Enzo, un uomo radicato sul territorio e autentica barriera contro l’omologazione dei sapori. Tutte le materie prime arrivano da fornitori locali, personalmente conosciuti, che allevano o coltivano, in modo assolutamente tradizionale. La ricerca continua delle materie prime di assoluta qualità e di produzione artigianale, vi daranno sensazioni gustative dimenticate, a iniziare dai salumi di maiale casertano, come la salsiccia, il capicollo, il prosciutto e la soppressata che, con ricottine fresche , zucca in agrodolce, la focaccia rossa fatta come una volta con pasta di pane in teglia, pomodoro e origano, la bruschetta di pane casereccio... e che pane, con pomodoro, la focaccia bianca con rosmarino, olio irpino e sale, fantastica nella sua semplicità, frittata di cipolle con patate, formaggio pecorino e caciocavallo e altre meraviglie, vi verranno servite come antipasto.
Tra i primi, da non perdere, la minestra maritata con verdure di campo, scarola, verza, cardo selvatico, cicoria e altre ancora, secondo l’offerta del campo, con salsiccia, cotiche e ossa di prosciutto, ravioli al ragù cotti nella terracotta, cicatielli con il puleio, cicatielli e broccoli, fusilli a cianfottella, con pomodoro, peperone e aglio, pennette agli asparagi selvatici, scarola imbottita con ripieno di carne, pane, mozzarella, cotta in brodo di pollo.
Tra i secondi, assolutamente consigliabili, per l’alta qualità delle carni, le carni alla brace, tutte provenienti da allevamenti di piccoli e tradizionali produttori locali, vera specialità della trattoria Di Pietro, ma oltre alla brace, agnello alla cacciatora, baccalà al forno con patate, baccalà con peperoni dolci secchi, aglio e olio irpino, piatto semplicissimo ma di grande sapore. Dolci di casa, come il croccante di mandorle e zucchero, crostate fatte con la marmellata di Teresa, moglie di Enzo, nel periodo pasquale il casatiello, dolce tipico con cacioricotta, riso, grano e uova, mele annurche e noci in pasta frolla. Anche se la trattoria offre una eccezionale selezione di grappe, vi consiglio di non perdere il liquore di mele annurche, raffinatissimo.
Ottima la selezione di vini irpini, dei migliori produttori locali, non dimentichiamoci che l’Irpinia è terra di buoni vignaioli e vini di grande caratura, basti citare il Fiano di Avellino, il Taurasi e il Greco di Tufo. Una curiosità, volete sapere perché la trattoria, oltre alla chiusura settimanale del mercoledì, rimane chiusa a Natale, Capodanno e Pasqua? Perché, ci ha spiegato Enzo, sono le feste che, tradizionalmente, si trascorrono insieme alla famiglia, nonni e nipoti compresi e, fin che sarà possibile, la famiglia Di Pietro a questa tradizione non vuole rinunciare. In chiusura voglio citare, con affetto e ammirazione, il papà di Enzo, Pasquale, che si occupa ancora degli acquisti; merito suo l’alta qualità e genuinità delle materie prime. E, se sarete fortunati, può essere che il Sig. Pasquale si sieda al vostro tavolo e vi incanti con i suoi racconti e le sue… pillole di saggezza.
Antica Trattoria Di Pietro dal 1934 C.so Italia, 8 83030 Melito Irpino (Av) Tel. 0825.472010 anita.dipietro@libero.it pasqualedipietro@libero.it
Prezzi: 25,00- 35,00 vini esclusi
Orario: 13:00 – 15:30 / 20:00 – 23:30 Coperti: 80 interni 20 esterni Ferie: seconda quindicina settembre Chiusura: mercoledì, Natale, Capodanno e Pasqua Bancomat: si
Testo di Domenico Cacioppo
Febbraio 2011
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