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In una delle più belle città d’arte della Toscana, su una collina a
dominio delle valli del fiume Era e del Cecina, la pietra assurge
protagonista. E’ il panchino giallo-grigio che compare in ogni profilo
di Volterra, in ogni angolo del suo tessuto urbano, dalle case-torri ai
palazzi alle mura di cinta del XIII secolo, ancora perfettamente
conservata.
Ma Volterra vuol dire anche alabastro, preziosa pietra che arricchisce
musei, decori di chiese e palazzi, e che si respira in quelle gallerie
d’arte e botteghe artigiane che sono laboratorio e luogo di commercio
al tempo stesso. Qui il turista potrà avere una panoramica a 360 gradi
dell’arte scultorea dell'alabastro, dagli strumenti alle postazioni di
lavoro alla esposizione di pezzi unici, realizzati da artigiani custodi
di quella manualità, sensibilità, attenzione e pazienza che solo la
vera passione riesce a giustificare. Una capatina a queste botteghe
artigiane non può che completare alla grande la visita ad una cittadina
dove ogni civiltà e ogni periodo storico hanno lasciato delle tracce
importanti, dalla Velathri etrusca alla Volaterrae romana, fino
all’attuale Volterra.
Scoprirla, indagarla, ammirarla risulta molto facile: è sufficiente
seguire le tracce della sua storia. Magari iniziando dalle terme romane
e dal teatro antico, splendidamente conservato; oppure dalla Porta
all’Arco, una delle porte etrusche meglio conservate d’Italia e perla
della cerchia muraria, opera ciclopica lunga ben 7 chilometri che in
parte circonda ancora la cittadina.
A Volterra, quasi a voler ribadire la loro solidezza e inattaccabilità,
perché per questo erano state costruite nel 1300, campeggiano le
case-torre, vere e proprie residenze-fortezza che offrivano protezione
alle nobili famiglie volterrane, assorbite da ardenti antagonismi di
potere. Oggi come allora il centro vitale di Volterra è la piazza dei
Priori, circoscritta dal duecentesco Palazzo dei Priori, il più antico
palazzo municipale della Toscana; dal Palazzo Vescovile, dove un tempo
sotto ai suoi portici si svolgeva il mercato; dal Palazzo Pretorio e
dal Monte Pio, quest’ultimo adibito a granaio fino al 1600. Abbandonata
la splendida piazza e immettendosi in via Roma s’incontra il Palazzo
Vescovile e il Museo Diocesano di Arte Sacra, ospitato nei locali
dell’antica canonica e custode di pregevoli opere, dai dipinti alle
sculture in legno, dai paramenti sacri ai marmi trecenteschi. Il
biglietto cumulativo per il Museo Diocesano di Arte Sacra contempla
anche la visita alla Pinacoteca del Palazzo Minucci Solaini e al Museo
Etrusco Guarnacci, nel Palazzo Desideri Tangassi. Quest’ultimo è uno
dei più antichi musei pubblici d’Europa, infatti la sua fondazione, ad
opera dell’eruditissimo storico Mario Guarnacci, risale al 1761. Grazie
all’opera di ricerca del nobile abate e alle appendici degli anni
successivi, l’attuale raccolta è unica al mondo per la ricchezza di
urne funerarie e reperti archeologici etruschi. Una descrizione
sommaria del tessuto insediativo medievale, che non deve equivalere ad
una visita in loco altrettanto veloce (tutt'altro!), non può esimersi
dai simboli religiosi di Volterra che si elevano in piazza San
Giovanni: il Battistero a pianta ottagonale e la Cattedrale. La
sobrietà della facciata tipicamente Romanica di quest’ultima contrasta
con l’eleganza dell’ambiente interno, dove spiccano il suggestivo
soffitto a cassonetti dipinti, sostenuto da agili colonne, e i
bellissimi pannelli disposti lungo le navate laterali.
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