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Terre del Canavese, alla ricerca dell’Erbaluce e del Passito - prima parte

Già lungo le principali statali è possibile ammirare le vigne che si distendono sulle alture, ma l’ideale è percorrere le piccole vie di comunicazione tra i paesi, passando in mezzo ai vigneti e ammirando scorci di panorama sui laghi e le montagne che sorgono poco lontane.

Immagine principale

Descrizione:

Regione: Piemonte

Provincia: Torino

Lunghezza dell’itinerario: 22 chilometri


Perché non prendersi anche il tempo per alcune escursioni a piedi o in bicicletta, così da stuzzicare l’appetito per gradire al meglio le bontà del Canavese?

Questo “viaggio nel vino” non può che prender spunto da Caluso, zona viticola che ha dato il nome a molti dei più rinomati vini del Canavese, primo tra tutti l’Erbaluce di Caluso e il Passito.

Siamo ad un solo passo dal Lago di Candia e dal suo Parco Provinciale, una tra le più importanti zone umide del Piemonte per la ricchezza di elementi naturalistici. Questo bacino, con quello di Viverone, è uno dei più grandi dell’anfiteatro morenico canavesano.

Durante il Medioevo, Candia Canavese si trovò in una posizione strategica che la rese luogo di cruente battaglie e a quel periodo (1000-1100) risale la Chiesa di Santo Stefano al Monte che sorge sulla collina e conserva alcuni affreschi della fine del XIV sec. Situato a est si trova il Castello di Mazzè, situato su un insediamento romano e che risale al XIII-XV sec. Di fronte all’edificio s’imbocca la stradina che gira attorno alle mura.

Al primo incrocio si svolta a sinistra e, seguendo le indicazioni per i cicloturisti, si prosegue verso Vische. La stradina collinare, in mezzo ai vigneti, è uno dei tratti più suggestivi e nel tratto in uscita dal paese il panorama si apre a sorpresa sul Lago di Candia.

Sconfinando un attimo in provincia di Vercelli si sfiora il Castello di Moncrivello, dell’XI sec., per raggiungere Borgomasino nei cui pressi sorge il Castello di Masino. Circondato da un ampio parco, possiede una cappella in cui riposano le spoglie di Re Arduino.


Autore:

Franco Voglino e Annalisa Porporato

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