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Regione: Emilia
Romagna
Provincia: Reggio
Emilia
Lunghezza
dell’itinerario: 65 chilometri
Si abbandona il centro
storico di Scandiano, dominato dalla Rocca dei Boiardo (sec.
XII), inserendosi sulla SP 7 che segue il torrente Tresinaro,
immissario del fiume Secchia, toccando gli abitati di Iano,
Mazzalasino, Cerro e Rondinara, fino a Viano. Raggiunto il
comune, membro dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, si
può avere un assaggio della cucina reggiana, dai cappelletti ai
tortelli di zucca e di erbetta, il parmigiano reggiano, l’erbazzone,
i ciccioli, la torta nera e di tagliatelle, il tutto accompagnato da
un buon bicchiere di lambrusco. Baiso, comune dall’antica
storia matildica, dista pochi chilometri da Viano e si affaccia su un
anfiteatro di calanchi che sono meta di piacevoli passeggiate. Un
anello escursionistico collega il paese al castello medioevale (sec.
XII / XIV) posto sulla collina, fino al borgo di Cassinago
dove sorge un interessante complesso rurale e una torre colombaia del
XVII secolo. Si prosegue ora per Castagneto e Valestra che si
trova ai piedi dell’omonimo monte. Tradizionale di questo paese è
la carne di pecora dalla quale si ottengono – una volta trattata
accuratamente – bistecche aromatizzate (le barzigle), stracotti e
prosciutti di 3/4 chilogrammi (il cosiddetto violino). Tra Valestra e
Carpineti consigliamo di chiedere indicazioni per la strada sterrata
che porta all’antica Pieve di San Vitale (con annesso
ostello e ristorante / Tel. 0536966112 / 3392943736), costruzione
religiosa di probabili origini bizantine. Gli amanti del trekking
potranno raggiungere questo luogo di pace in mezz’ora, lungo un
panoramico sentiero di 4 chilometri che si stacca dal Castello di
Carpineti da cui si apre il panorama sulla Valle del Secchia e
quella del Tresinaro. Il maschio, conteso tra Papato ed Impero per la
sua posizione strategica, ebbe il privilegio di ospitare nel 1077
papa Gregorio VII, reduce dall’incontro di Canossa. Parcheggiata
l’automobile sul passo, con una breve passeggiata si guadagna il
castello protetto da un doppio ordine di mura (visite guidate, chiuso
il lunedì, tel. 0536.966112, cell. 339.2943736,
info@ideanatura.net), incontrando poco prima la chiesetta in stile
romanico di Sant’Andrea, fatta edificare dalla Grande Contessa e
tutt’ora ben conservata. Lasciandosi alle spalle il mastio del
Circuito dei Castelli Matildici e delle Corti Reggiane, dopo una
lunga serie di tornanti si raggiunge il centro storico di Carpineti,
incentrato intorno al palazzo degli Amorotti. Proseguendo lungo la SP
30 si arriva a Casina: suggeriamo una deviazione verso la vicina
Pieve di Marola, fondata dalla contessa Matilde tra 1076 e
1092. Un opportuno restauro ha ripristinato il complesso originario
con la facciata a capanna. Da Casina, grazie alle gallerie
della SS 63, si può rientrare rapidamente a Reggio Emilia, senza
però trascurare le deviazioni verso Giandeto e la borgata turrita di
Crovara (sec. XV). Questa zona collinare è ricca di case a
torre e testimonianze dell’antica architettura in pietra. Sempre
sul percorso principale si consiglia la deviazione verso la chiesa e
il borgo di Santa Maria in Castello e, presso Regnano,
la breve passeggiata (inizio dal ristorante Il Vulcanetto) verso un
ambiente caratterizzato da coni argillosi che emettono fango freddo e
gas sotterranei: ricordano il ribollire della salsa di pomodoro, da
qui il nome di “salse di Regnano”.
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