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L’anello del Tresinaro, alla scoperta della provincia di Reggio

Scandiano, uno dei centri economici più importanti della provincia di Reggio Emilia, dista solo 15 km dal capoluogo e si raggiunge immettendosi dalla tangenziale nella SS 467 una volta usciti al casello autostradale A1 di Reggio Emilia.

Immagine principale

Descrizione:

Regione: Emilia Romagna

Provincia: Reggio Emilia

Lunghezza dell’itinerario: 65 chilometri


Si abbandona il centro storico di Scandiano, dominato dalla Rocca dei Boiardo (sec. XII), inserendosi sulla SP 7 che segue il torrente Tresinaro, immissario del fiume Secchia, toccando gli abitati di Iano, Mazzalasino, Cerro e Rondinara, fino a Viano.

Raggiunto il comune, membro dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, si può avere un assaggio della cucina reggiana, dai cappelletti ai tortelli di zucca e di erbetta, il parmigiano reggiano, l’erbazzone, i ciccioli, la torta nera e di tagliatelle, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di lambrusco.

Baiso, comune dall’antica storia matildica, dista pochi chilometri da Viano e si affaccia su un anfiteatro di calanchi che sono meta di piacevoli passeggiate. Un anello escursionistico collega il paese al castello medioevale (sec. XII / XIV) posto sulla collina, fino al borgo di Cassinago dove sorge un interessante complesso rurale e una torre colombaia del XVII secolo.

Si prosegue ora per Castagneto e Valestra che si trova ai piedi dell’omonimo monte. Tradizionale di questo paese è la carne di pecora dalla quale si ottengono – una volta trattata accuratamente – bistecche aromatizzate (le barzigle), stracotti e prosciutti di 3/4 chilogrammi (il cosiddetto violino).

Tra Valestra e Carpineti consigliamo di chiedere indicazioni per la strada sterrata che porta all’antica Pieve di San Vitale (con annesso ostello e ristorante / Tel. 0536966112 / 3392943736), costruzione religiosa di probabili origini bizantine. Gli amanti del trekking potranno raggiungere questo luogo di pace in mezz’ora, lungo un panoramico sentiero di 4 chilometri che si stacca dal Castello di Carpineti da cui si apre il panorama sulla Valle del Secchia e quella del Tresinaro. Il maschio, conteso tra Papato ed Impero per la sua posizione strategica, ebbe il privilegio di ospitare nel 1077 papa Gregorio VII, reduce dall’incontro di Canossa.

Parcheggiata l’automobile sul passo, con una breve passeggiata si guadagna il castello protetto da un doppio ordine di mura (visite guidate, chiuso il lunedì, tel. 0536.966112, cell. 339.2943736, info@ideanatura.net), incontrando poco prima la chiesetta in stile romanico di Sant’Andrea, fatta edificare dalla Grande Contessa e tutt’ora ben conservata.

Lasciandosi alle spalle il mastio del Circuito dei Castelli Matildici e delle Corti Reggiane, dopo una lunga serie di tornanti si raggiunge il centro storico di Carpineti, incentrato intorno al palazzo degli Amorotti. Proseguendo lungo la SP 30 si arriva a Casina: suggeriamo una deviazione verso la vicina Pieve di Marola, fondata dalla contessa Matilde tra 1076 e 1092. Un opportuno restauro ha ripristinato il complesso originario con la facciata a capanna.

Da Casina, grazie alle gallerie della SS 63, si può rientrare rapidamente a Reggio Emilia, senza però trascurare le deviazioni verso Giandeto e la borgata turrita di Crovara (sec. XV). Questa zona collinare è ricca di case a torre e testimonianze dell’antica architettura in pietra.

Sempre sul percorso principale si consiglia la deviazione verso la chiesa e il borgo di Santa Maria in Castello e, presso Regnano, la breve passeggiata (inizio dal ristorante Il Vulcanetto) verso un ambiente caratterizzato da coni argillosi che emettono fango freddo e gas sotterranei: ricordano il ribollire della salsa di pomodoro, da qui il nome di “salse di Regnano”.


Autore:

Enrico Bottino

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